In libreria

BoringhieriDalla prefazione di Piero Angela

“Lorenzo Pinna, dopo aver raccontato in modo molto efficace la storia della Rivoluzione Industriale, nell’ultima parte del libro affronta proprio le problematiche della nuova Rivoluzione tecnologica nella quale siamo ormai pienamente entrati, e che porta con sé prospettive stimolanti ma al tempo stesso inquietanti.
Da un lato una crescente capacità produttiva, grazie al balzo consentito da computers e robots, dall’altro la perdita progressiva di posti di lavoro dovuta all’automazione (un recente studio dell’Università di Oxford ipotizza che fra una ventina d’anni quasi la metà dei lavori potrebbero essere svolti da macchinari di vario tipo).
Sono ben evidenti le conseguenze di un tale cambiamento: in particolare il problema della perdita di posti di lavoro, che colpirebbe, secondo molti economisti, soprattutto la classe media.
Riusciranno le macchine, come è stato in passato, a riaggiustare il sistema creando nuove opportunità e nuovi posti di lavoro (in fondo anche nelle nostre società gran parte dei lavori attuali non esistevano un secolo fa)? Oppure il fenomeno diventerà patologico, perché la massa di persone che perderà la corsa contro la macchina sarà molto superiore al numero di coloro che riusciranno a inserirsi nel nuovo mondo tecnologico?”

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2 Responses to “In libreria”

  • Marco78:

    Complimenti per il bellissimo testo, che ho avuto modo di leggere attentamente solo in questi giorni. Non è facile fornire in poco più di duecento pagine una visione storica così chiara e al tempo stesso scorrevole. Troppe cose diamo per scontate nella nostra quotidianità e, sovente, anche la scuola e l’informazione non ci aiutano a riflettere sulle grandi conquiste scientifiche e tecnologiche che l’ingegno umano ha ottenuto. Fa piacere trovare anche spunti tratti dagli scritti di Carlo Maria Cipolla, argutissimo storico dell’economia e autore di alcuni saggi che tutti dovrebbero leggere.
    Purtroppo la parte finale che interessa da vicino la nostra realtà con i suoi scandali, furti, frodi, speculazioni a danno della collettività, lascia molta amarezza: forse l’Italia è veramente il Paese sottosviluppato d’Europa come lo ha definito lo stesso Cipolla. E tutto questo avviene nell’indifferenza del cittadino, rassegnato a vivere in un Paese che tale non è, dove meritocrazia, rispetto delle Istituzioni, lealtà, efficienza, ecc.. sono solo belle parole sbandierate da tanti con falsa convinzione. Si accetta tutto ciò, chiedendo in cambio un po’ di quella “libertà distruttiva” tanto ambita dalla classe dirigente: poter evadere le tasse senza correre troppi rischi, poter sanare una casetta abusiva, insomma poter abusare della cosa pubblica anziché costruirla e valorizzarla insieme agli altri.
    E’ un circolo vizioso: non essendoci fiducia nelle istituzioni e in chi le dirige, non si possono creare basi solide per lo sviluppo: il colera “negato” di Napoli ed i più recenti scandali della “monnezza” lo testimoniano; per non parlare delle tante occasioni perse che Lei ben conosce essendosene occupato in diversi servizi televisivi (Olivetti, Natta, ecc….).
    L’Italia è un Paese con un grande futuro alle spalle: c’è da stupirsi di esistere ancora!!!
    Ancora complimenti…..con la speranza di poter presto dare un senso al Canone Rai con qualche puntata di “Superquark”.

  • Marco78:

    Egregio Dott. Pinna, ho seguito via youtube con molto piacere una sua recente conferenza di presentazione del nuovo libro che spero di poter leggere a breve, sicuro che sarà all’altezza del precedente “Autoritratto dell’immondizia”. Spero di poter seguire presto anche una nuova edizione di Superquark. Complimenti per la sua, sempre stimolante, attività divulgativa e di approfondimento.

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